Orrore e sangue su Roma

Orrore e sangue su Roma

Il segreto celato della Grande Guerra.

Padre Pio e la strage dell'Acqua Santa.

24 agosto 1917 - nota «66486»

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€ 30,00

Nel vivo delle celebrazioni per il Centenario della Prima Guerra Mondiale, sulla scia delle eco sollevate dal ritrovamento di un memoriale di due soldati convertiti da Padre Pio da Pietrelcina (cappellano in convalescenza alla Sanità militare del Sales di Napoli) Enrico Malatesta giornalista d'inchiesta inseguendo la traccia del riscontro storico dei fatti giunge ad una scoperta di portata epocale.

Uno dei due soldati in questione muore a Roma nell'esplosione del Forte dell'Acqua Santa il 24 agosto 1917. Sembra essere un comunissimo incidente di caserma, o così almeno preme far credere il reparto d'Artiglieria Aerea dell'Esercito. Ma attraverso un'accurata ricostruzione documentale, incrociata a quella della Questura di Roma, il giornalista scopre che il nuovo ministero costituito ad arte per l'approvvigionamento di munizioni ed esplosivi è in realtà il più grande accentramento di siti preposti alla costruzione di bombe, granate ed esplosivi. Armati non da provati artificieri ma da soldati di bassa forza, civili donne ed anche bambini. Dai poco più dei 221 siti esistenti nel 1916 il neo ministro Dallolio ne accresce il numero fino ad oltre 1463. Dalla tragica esplosione dell'Acqua Santa si dichiareranno solo 79 morti quando i documenti della questura ne accerteranno più 200, la cui vera identità come anche la stessa sepoltura si perderanno nella notte dei tempi.

Se applicato il primato del nascondimento o del negazionismo del Forte dell'Acqua Santa a così come per tutti gli altri 1463 centri di allestimento proiettili (dov'era altamente risaputa la frequenza degli incidenti mortali), quanti poveri giovani soldati, civili, donne ed anche bambini saranno stati sacrificati in nome di una Patria ignara o di sciagurati "mercanti di morte"...? Cui l'Italia di oggi, come per il Forte dell'Acqua Santa, non ne ha mai conosciuto la storia, la sorte, la morte e ne... la stessa esistenza.

L'esclusiva intervista, raccolta poi dal giornalista Enrico Malatesta dalla viva voce del Generale Luciano Iannetta, di tutto questo ne è l'ancor più dirompente conferma.

 

L'Autore

Enrico Malatesta da quarantasette anni svolge la professione di giornalista a Roma. Ha collaborato con Oggi, con L'Espresso, con lo Specchio de La Stampa e con diversi giornali stra nieri tra cui il Sunday Times di Londra; per la Rai è stato inviato per la trasmissio ne Mixer. È noto per la sua abilità di cacciatore di documenti inediti e nascosti grazie ai quali si è affermato come giornalista d'inchiesta. Ha lungamente lavorato negli anni '70 per l'Agenzia The New York Press, seguendo in prima persona i drammatici fatti delle Olimpiadi di Monaco nel '72 e del blitz di Entebbe nel 1976. Passato al quotidiano Il Tempo di Roma, lo lasciò poi, per andare a dirigere La Tribuna Express, settimanale nato sulle radici della vecchia La Tribuna Illustrata. Legato dall'esperienza professionale e da amicizia con le più grandi firme del giornalismo italiano, è stato amico intimo anche di Sandro Pertini e di San Giovanni Paolo II. È stato il Presidente della Fondazione del Premio Scarfoglio di giornalismo ed in altri eventi culturali e letterari insieme a Maria Bellonci, Piero Chiara, Leone Piccioni, Gaspare Barbiellini Amidei.

  • Anno: 2017
  • Autore: Enrico Malatesta
  • Confezione: Cartonato
  • Formato: 17x24
  • Illustrazioni: bianco/nero e colori
  • ISBN: 9788896711637
  • Pagine: 440